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STORIE DAL PIANETA TERRA

TULIP FIELDS

 
Foto di Simone Sbaraglia
Testi di Simone Sbaraglia e Francesca Bongarzoni​

Corso Fotografia Composizione Linguaggio Fotografico
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I Colori della Natura

Mille colori, un'infinità di linee in una parola armonia.
Con la primavera alle porte in Olanda la natura si prepara a dipingere i paesaggi di nuovi colori.
La fioritura, in particolare quella dei tulipani, fiore simbolo della nazione, è una stagione che qui ogni anno viene vissuta come un evento legato a feste e manifestazioni. Ma la vera festa è l'annuale riapertura del Keukenhof, uno dei parchi botanici più celebri del mondo che, in questa stagione, dà il meglio di sé tra i colori e i profumi di oltre sette milioni di fiori da bulbo. Il parco di Keukenhof apre solo per due mesi all'anno, in occasione della fioritura dei bulbi a primavera.
In tutto il paese da fine marzo a fine maggio la fioritura dei bulbi colora i campi, vasti e pianeggianti, di tonalità calde e accese. Dal rosso al blu, dall'arancio al rosa, un tripudio di colori che cambia il volto e la luce all’intero Paese.
Importati dalla Turchia alla fine del XVI secolo, i tulipani (il cui nome deriva da tullband, cioè turbante) si diffusero ben presto come merce di lusso e l'Olanda divenne il maggiore produttore in Europa.
I Tulipani sono originari delle aree montane dal clima temperato e prosperano in aree con lunghe e fresche primavere e secche estati. Si piantano in tarda estate o all’inizio dell’autunno.
Alcuni ritengono che i tulipani fossero originariamente coltivati in Persia nel decimo secolo, arrivati in Europa soltanto durante l’impero ottomano. Si pensa che il primo a portare i tulipani in Occidente sia stato Oghier Ghislan de Busbecq - un ambasciatore dell’imperatore Ferdinando I, all’inizio del 1500.
Il 1594 è considerato l’anno della prima fioritura di tulipani olandesi, anche se nei giardini privati di Antwerp e Amsterdam fiorivano già da prima. Ma pare che, soltanto alla fine del sedicesimo secolo, dal furto dei bulbi ibridati dal ricercatore olandese Clausius, sia iniziata la diffusione massiva di tulipani in Olanda. Tra il 1634 e il 1637 l’entusiamo per i nuovi fiori innescò una mania speculativa conosciuta come “tulipomania” o “tulip mania”, i tulipani erano diventati così costosi da essere considerati come una sorta di valuta.
 
L’interesse di Simone Sbaraglia per questo fiore nasce dall’idea di realizzare delle foto che ritraessero la perfezione geometrica dei filari dei tulipani piantati uno vicino all’altro. Catturare l'essenza del tulipano cercando di astrarne il più possibile la forma. La ricerca dell'arte nella natura e l'astrazione sono una parte molto importante dello stile di Simone che negli anni ha trasformato il suo lavoro nella rappresentazione delle sue emozioni piuttosto che in quella della realtà.
Il mondo naturale è permeato di bellezza e poesia e il compito del fotografo naturalista è quello di riportare questa bellezza e questa poesia nelle sue fotografie affinché tutti possano vederle.
Entrare con l’obiettivo all’interno dei fiori per ritrarne l’essenza interiore, sdraiarsi nei campi per guardare il cielo con gli occhi di un tulipano, noleggiare un piccolo aereo per sorvolare i campi in fiore, ritraendoli in modo artistico e astratto è stato il percorso di ricerca che ha portato il lavoro di Sbaraglia sui tulipani verso un’estremizzazione del punto di vista che raramente è stato fatto in foto di natura.
La vista dall’alto ha offerto ai suoi occhi strisce di colore che lui ha abilmente rappresentato vedendole più come dei colpi di pennello su una tela che come filari di tulipani da fotografare. Quella perfezione geometrica non poteva che prendere la forma dell’astrazione che regala all’osservatore un'interpretazione artistica della natura comunicando bellezza e armonia. Ed il risultato è proprio quello di un quadro astratto.
Ci vuole un po' per realizzare che sono fiori. Ma quando si scopre che quelle strisce, quei puntini colorati sono proprio quei tulipani di quell’aprile olandese non si può evitare di capire che c’è una bellezza interiore in tutto questo.
E infatti alcuni giornali internazionali hanno commentato così lavoro di Sbaraglia:
 
“I bellissimi scatti aerei della fìioritura dei tulipani catturati vicino Amsterdam, in Olanda dal fotografo naturalista Simone Sbaraglia, ricordano i lavori astratti di pittori come Mark Rothko e Barnett Newman a altri artisti associati con il movimento nato tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio degli anni ‘60 e conosciuto proprio con il nome di “Color Field”.
E ancora:
“Semplicemente intitolate Tulip Fields, la serie mostra l’esperienza di Sbaraglia come fotografo naturalista nell’esaminare le proprietà geometriche delle piante, e il valore artistico dei paesaggisti che hanno seminato la moltitudine dei tulipani”.
 
Questo accostamento tra arte e fotografia non è mai stato tanto vero.
In un mondo invaso dalle immagini dove la maggior parte delle persone crede che scattare un fotografia sia un gesto di estrema facilità, è quanto mai importante avere la consapevolezza che tornare a casa con una buona fotografia è un evento molto raro anche per il miglior fotografo.
Il momento magico non esiste; studio approfondito del soggetto, conoscenza profonda della tecnica, osservazione, creatività e anche un pizzico di fortuna sono i presupposti alla base di un buon lavoro fotografico, come di un buon lavoro artistico.



 
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